Affitti brevi in frenata: annunci online -11%. Pesano Cin e redditività
Frenano gli affitti brevi nelle grandi città per la prima volta dopo il Covid.
A febbraio gli annunci nei 20 capoluoghi di regione sono calati dell’11% rispetto al mese precedente: da 75mila a 66.600, secondo l’analisi svolta sui principali portali online da Aigab, l’associazione dei gestori di locazioni brevi. Dal -9% di alloggi in offerta a Roma al -8% di Milano, con il picco di -20% a Firenze.
A pesare è anche il codice identificativo nazionale (Cin) di cui, dal 2 gennaio , devono essere dotati tutti gli alloggi in affitto breve. Ad oggi i Cin rilasciati sono pari a 519mila, cifra che corrisponde all’85% delle strutture registrate nella banca dati del ministero del Turismo e dotate dei codici regionali. Questo scarto del 15% appare congruo con il calo delle inserzioni online nel 2025, secondo i principali portali come Airbnb, che da gennaio ha “spento” gli annunci privi di Cin (tranne quelli per locazioni oltre i 30 giorni con il codice in via di rilascio).
Contro il sommerso, quest’anno debutta tra l’altro l’obbligo di indicare il Cin nel modello 730 e ci sarà anche l’incrocio con i dati comunicati dagli intermediari che hanno applicato la ritenuta del 21%.
Fonte Il Sole 24 Ore

