Concordato Preventivo Biennale negli studi associati: lo stop di un solo socio blocca l’intera associazione

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  • by strategoadmin
  • Set 24, 2026
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In occasione dell’evento Speciale Telefisco, l’Agenzia delle Entrate ha fornito un’importante precisazione sull’applicazione del Concordato Preventivo Biennale (CPB) nei confronti di associazioni professionali e società di persone.

L’Amministrazione finanziaria ha chiarito la portata del cosiddetto meccanismo “all in all out” (previsto dall’art. 11 del D.Lgs. 13/2024): la mancanza dei requisiti di accessibilità o la presenza di una causa di esclusione in capo a un solo associato impedisce l’adesione al concordato per l’intera struttura e per tutti gli altri soci.

L’interpretazione fornita presenta profili di particolare rilievo per i professionisti e le imprese:

  • Inversione rispetto ai precedenti orientamenti: La posizione espressa sorprende gli operatori del settore, poiché in precedenti indicazioni di prassi la stessa Agenzia aveva prospettato la possibilità per lo studio associato e gli altri membri di aderire al patto anche in presenza di un socio escluso per motivi legati alla propria attività autonoma.

  • Rigidità del vincolo associativo: Viene riaffermata una lettura estremamente restrittiva della norma, che lega indissolubilmente le sorti fiscali della struttura collettiva alla posizione del singolo partecipante.

  • Necessità di un’autodiagnosi preventiva: Prima di formalizzare l’opzione, diventa indispensabile verificare preventivamente la regolarità e la posizione di ciascun componente dell’associazione per evitare il rigetto dell’adesione.

Alla luce di questo chiarimento, la pianificazione dell’adesione al CPB richiede una valutazione preliminare approfondita dei requisiti di ciascun membro dello studio o della compagine sociale.

Fonte: Il Sole 24 Ore