Ivaca, nuova imposta per le cripto-attività
Tutti i soggetti residenti in Italia che detengono cripto-attività dovranno pagare, a partire dal 2023, un’imposta di bollo; tale tassa andrà applicata anche nel caso in cui gli asset siano archiviati su chiavi USB, personal computer e smartphone. Se i beni sono detenuti attraverso un intermediario sarà quest’ultimo a provvedere al calcolo e al versamento della relativa imposta di bollo. Lo precisa l’Agenzia delle Entrate nella bozza di circolare diffusa il 15 giugno scorso e posta in consultazione fino al prossimo 30 giugno. Il documento chiarisce che rientrano nell’ambito soggettivo di applicazione della nuova imposta sul valore delle cripto-attività (ribattezzata ‘IVACA’) anche i contribuenti che prestano la propria attività lavorativa all’estero in via continuativa e nonostante sia per loro previsto l’esonero dalla compilazione del modulo RW della dichiarazione dei redditi.
Fonte: Italia Oggi

