Dividendi da controllate estere e dividend exemption: il ruolo della certificazione di bilancio
Requisiti per la dividend exemption nel Modello Redditi 2026
Le società che hanno percepito dividendi distribuiti da partecipate estere sono tenute a dimostrare la non residenza della controllata in Stati o territori a fiscalità privilegiata, al fine di fruire del regime della dividend exemption nel modello Redditi 2026.
La disciplina di riferimento è dettata dall’articolo 47-bis del TUIR, il quale stabilisce che una società controllata non viene considerata a fiscalità privilegiata (black list) qualora superi il test di tassazione effettiva non privilegiata previsto ai fini della normativa sulle Controlled Foreign Companies (CFC).
Le condizioni per l’accesso al test semplificato
Per poter beneficiare delle modalità di verifica e del test semplificato, l’ordinamento richiede il rispetto di specifiche condizioni formali relative alla reportistica contabile della partecipata:
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Certificazione del bilancio estero: È necessario che la società controllata sottoponga il proprio bilancio a certificazione da parte di operatori regolarmente autorizzati nello Stato estero di residenza.
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Utilizzo da parte del revisore della controllante: L’esito di tale certificazione deve essere impiegato dal revisore della società controllante ai fini del giudizio espresso sul bilancio separato o su quello consolidato.
Il ricorso al test ordinario in assenza di certificazione
In mancanza della certificazione di bilancio resa con le modalità descritte, la dimostrazione del requisito di società non a fiscalità privilegiata rimane subordinata all’applicazione del test ordinario.
Tale procedura richiede la verifica che il tax rate effettivo estero applicato alla controllata non risulti inferiore al 50% del tax rate virtuale interno.
Fonte: Il Sole 24 Ore

