Pillar Two e GloBE Rules: dall’OCSE il no alle “Explicitly Conditional Taxes” come imposte rilevanti
Nelle recenti indicazioni contenute nella guida amministrativa dell’OCSE, arrivano importanti chiarimenti per i gruppi multinazionali chiamati ad applicare la disciplina Pillar Two (Global Anti-Base Erosion – GloBE). Il focus riguarda il trattamento delle cosiddette Explicitly conditional taxes.
Si tratta di imposte applicate esclusivamente ai contribuenti soggetti alle regole IIR (Income Inclusion Rule) o UTPR (Undertaxed Profits Rule) in altre giurisdizioni e che non beneficiano del Substance-based Income Exclusion (SbS) Safe Harbour. L’OCSE ha stabilito in modo chiaro che tali prelievi non rientrano nella categoria delle “imposte rilevanti” (Covered Taxes).
I principali snodi operativi stabiliti dalle linee guida:
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Qualificazione QDMTT: Una Domestic Minimum Top-up Tax (DMTT) strutturata su base condizionale non viene qualificata come QDMTT (Qualified Domestic Minimum Top-up Tax), salvo una deroga transitoria prevista unicamente per il 2024.
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Struttura inclusiva o esclusiva: Qualora la componente discriminatoria dell’imposta condizionale sia separabile, soltanto la frazione non discriminatoria potrà essere riconosciuta come imposta rilevante.
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Impatto sul calcolo del prelievo minimo: L’esclusione dal calcolo delle imposte rilevanti rettificate implica che tali tributi non incideranno sulla determinazione dell’utile o della perdita contabile netta ai fini del calcolo delle regole GloBE.
I chiarimenti forniti ribadiscono l’esigenza per i gruppi multinazionali di mappare attentamente le imposte locali applicate nelle singole giurisdizioni per evitare distorsioni nella determinazione del Effective Tax Rate (ETR) globale.
Fonte: Il Sole 24 Ore

