Exit tax sui trasferimenti di residenza fiscale: finalità antielusiva, requisiti di accesso ed esclusioni

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  • by strategoadmin
  • Nov 05, 2026
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A partire dal prossimo 1° gennaio, l’Italia propone l’introduzione di una exit tax specificamente volta a contrastare i trasferimenti di residenza fiscale finalizzati ad evitare la tassazione delle plusvalenze finanziarie.

La disciplina si prefigge uno scopo prevalentemente antielusivo e trova applicazione anche nei confronti di società semplici, enti non commerciali e trust.

Soggetti interessati e requisiti di applicazione

La misura si rivolge alle persone fisiche che soddisfano contestualmente due precisi parametri soggettivi e patrimoniali:

  • Requisito di residenza: Aver risieduto in Italia per almeno sei anni nel corso degli ultimi dieci anni;

  • Requisito patrimoniale: Possedere attività e diritti per un valore complessivo superiore a 800 mila euro.

Calcolo dell’imposta, termini di versamento e garanzie

L’imposta viene calcolata sulle plusvalenze maturate fino al momento del trasferimento di residenza.

Sotto il profilo procedurale e di riscossione, la normativa stabilisce che:

  • Il versamento dell’imposta deve essere eseguito entro 180 giorni;

  • È prevista la possibilità di beneficiare di un differimento parziale, con la prestazione di idonee garanzie.

Cause di esclusione del prelievo ed elementi di coordinamento

Il prelievo fiscale può essere escluso al verificarsi di specifiche condizioni operative e vicende personali:

  • Qualora i beni non vengano venduti entro un arco temporale di cinque o dieci anni;

  • In caso di successivo rientro del contribuente in Italia;

  • In caso di successione.

La disciplina presenta ancora aspetti poco chiari, in particolar modo per quanto riguarda il coordinamento con i regimi fiscali agevolati previsti per i nuovi residenti.

Fonte: Il Sole 24 Ore