Il tax control framework guarda agli standard internazionali
Per le aziende dotate di un Tax control framework l’ottenimento della certificazione si fonda sul possesso dei requisiti previsti dallo standard internazionale ‘Coso framework’. La procedura di verifica ‘company level’ dovrà essere attuata dai professionisti certificatori. Il livello di analisi richiesto è più ampio rispetto alla valutazione del Tcf adottato: la società attesta che i processi generali di controllo garantiscono l’efficace gestione di tutti i rischi potenziali, tra cui quelli fiscali. La nota metodologica allegata alle linee guida elenca i 5 componenti da valutare, guidando società e certificatori nell’identificazione di informazioni e documenti rilevanti. Il primo componente riguarda l’ambiente di controllo, attestando misure per l’indipendenza del CdA e la supervisione del Tcf. Il secondo componente valuta il modello di gestione del rischio, includendo la «propensione al rischio» e le procedure anti-frode. Il terzo componente descrive i controlli adottati per mitigare i rischi fiscali, compresi quelli automatizzati. Il quarto componente analizza i flussi informativi tra organi di controllo e autorità fiscali. Infine, il quinto componente riguarda il monitoraggio continuo, il testing e la gestione delle carenze rilevate nel sistema di controllo.
Fonte: Il Sole 24 Ore

