Superbonus, lento addio. Adesso è l’ora del contenzioso

Con la progressiva riduzione delle agevolazioni fiscali legate al Superbonus 110%, il settore edilizio si trova ad affrontare un panorama sempre più complesso.
La Legge di Bilancio 2025 riduce l’incentivo al 65% e limita l’accesso a pochi casi selezionati, lasciando però dietro di sé una serie di problematiche: cantieri bloccati, crediti d’imposta inutilizzati, lavori non conclusi e contenziosi legali in aumento.

ItaliaOggi approfondisce il tema, raccogliendo il parere dei professionisti sulle implicazioni per committenti, imprese e istituzioni finanziarie.

Tra questi è stato intervistato anche il nostro partner Francesco Matrone, che ha commentato: “Una delle principali criticità riguarda i lavori non completati con cantieri abbandonati o sospesi a metà a causa di difficoltà nell’accesso ai fondi, ai materiali ovvero per la scadenza degli incentivi: da un lato molte aziende si trovano ora a dover affrontare contenziosi penali o mancati pagamenti, dall’altro i committenti rischiano di non poter beneficiare delle detrazioni previste. In questi casi, i contratti stipulati diventano fondamentali per determinare le responsabilità e le modalità di risoluzione delle controversie, ad esempio importante sarà la verifica delle clausole di risoluzione in caso di impossibilità di proseguire a causa del ritiro degli incentivi. Dal lato fiscale, il rischio maggiore è legato al recupero degli importi indebitamente detratti. Se i lavori non sono stati conclusi o non soddisfano i requisiti di conformità, l’Agenzia delle Entrate potrebbe richiedere la restituzione delle somme, con l’aggiunta di sanzioni e interessi. Le imprese, d’altro canto, rischiano di trovarsi con crediti d’imposta che potrebbero non essere utilizzati o ceduti come previsto inizialmente, compromettendo la loro sostenibilità finanziaria.”

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